Leporatti, Conny

L’autrice

Conny Leporatti è psicologa e psicoterapeuta relazionale, iscritta all’Ordine degli Psicologi della Toscana al N. 2265. Socio Fondatore e Presidente Associazione A.Co.Ge.S. (Associazione Coordinazione Genitoriale Sistemica), Socia AITF (Associazione di Istituti di terapia familiare) e EFTA (European Family Therapy Association), didatta e didatta AIMS, mediatore e membro del Direttivo AIMS (Associazione Internazionale Mediatori Sistemici). Autore di pubblicazioni in temi psicogiuridici, di mediazione familiare, di psicoterapia. Direttrice dell’Istituto di Terapia Familiare – Centro Co.Me.Te, di Empoli – Firenze, docente presso il Master di 2° livello in Psicopatologia Forense e Criminologia, Università degli studi di Firenze.

Come autore ha un blog, un sito, una pagina facebook o altro che i lettori possono consultare per comunicare eventualmente con lei?

FacebookId:
https://www.facebook.com/conny.leporatti

Quale tema tratta il suo libro?

L’idea di questo libro nasce dall’idea di riflettere insieme sull’eredità e sugli stimoli che la scoperta dei neuroni specchio, dell’intersoggettività e dell’empatia, congiuntamente all’uso delle immagini nella clinica e nella relazione d’aiuto hanno stimolato in tutti noi. Un particolare riferimento all’eredità trasmessa da Rodolfo De Bernart, pioniere dell’uso delle immagini in questi ambiti.

Perché questo libro?

Il libro nasce del desiderio di riflettere in primis sull’eredità di Rodolfo De Bernart, Medico, Psichiatra, Psicoterapeuta, Maestro, Collega e amico con il quale abbiamo condiviso un lungo tratto del nostro percorso formativo, clinico e umano. Rodolfo per primo ha avviato l’uso delle immagini d’arte in ambito clinico e formativo a partire dagli anni 80 del secolo scorso. Il libro nasce dal riflettere sull’eredità di Rodolfo De Bernart congiuntamnte con le ultime scoperte derivanti dalla diagnostica per immagini e infant research, con particolare riferimento alle tematiche dell’intersoggettività e dell’empatia stimolate dall’uso delle immagini.

Quali sono i lettori di riferimento?

Il testo si rivolge a Medici, Psicologi, Psicoterapeuti, Mediatori Familiari, Assistenti sociali, Coordinatori Genitoriali e a tutti coloro che a vario titolo si occupano di relazioni d’aiuto.

Quali sono i punti innovativi del volume?

I punti innovativi sono relativi all’uso delle immagini d’arte e non soltanto nella cura dei legami. l’aspetto innovativo è relativo all’enorme potere che le immagini hanno in funzione del prendersi cura della relazione.

Come si pone il libro nel dibattito culturale sul tema?

Il libro costituisce una riflessione importante che fa il punto sull’uso delle immagini in ambito clinico e nella relazione di auto dagli anni 80 ad oggi.

Com’è nato il volume?

Il volume nasce dal desideri di riflettere sull’eredità che Rodolfo De Bernart ha lasciato rispetto all’uso delle immagini d’arte, arricchendo la riflessione con l’esperienza clinica e di relazione d’aiuto che ciascuno degli autori ha condotto nella sua pratica professionale.

La stesura è stata una esperienza lunga, difficile?

La stesura è stata un’esperienza entusiasmante, nata da una giornata formativa che inizialmente doveva essere in presenza ma, collocandosi in data 08.11.22, in piena pandemia, ha avuto luogo da remoto. Erano presenti oltre 200 professionisti che avevano deciso di non rinunciare all’evento. Dalla giornata di condivisione è nato il desiderio e la richiesta da parte degli stessi partecipanti di dare corso ad una riflessione approfondita e alla stesura di un testo che potesse rimanere a testimonianza di quanto condiviso.

In un mondo distratto, in una società liquida… perché ancora un libro?

Un libro è qualcosa che rimane, che si può toccare, che si può odorare e soprattutto che si può sottolineare e personalizzare rendendolo parte del proprio essere.

Quali sono stati i suoi autori di riferimento?

Rodolfo De Bernart, Maurizio Andolfi, Vittorio Cigoli, Luigi Onnis, Vittorio Gallese, Daniel Siegel, Daniel Stern, Bion e Fonagy.

Quali tecniche vengono utilizzate nel suo libro?

Nel volume viene proposto l’uso delle immagini a 360° nei vari ambiti, dalla clinica, al lavoro sul trauma, alla consulenza tecnica, al lavoro con le copie infertili, in mediazione familiare e coordinazione genitoriale.

Un brano significativo del volume

“Resta che dove non c’è il Bello,
non c’è neanche il Bene,
dove il Brutto alligna
cresce di conseguenza il Male,
entrambi frutto e origine di tante e umane pene”
Marcoaldi, 2020

Luoghi significativi del libro

Firenze, Modena, Napoli, Bologna.

Altri spunti di interesse per il volume

Il volume presenta una riflessione interessante sul modello sistemico applicato alla clinica ed alla relazione di aiuto. Offre inoltre interessanti riflessioni sulla scoperta dei neuroni specchio e sulla diagnostica per immagini, oltre ad un approfondimento sui temi dell’intersoggettività e dell’empatia nell’ambito clinico e in relazione di aiuto.

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