Francini, Giancarlo

L’autore

Giancarlo Francini è psicologo e psicoterapeuta relazionale, iscritto all’Ordine degli Psicologi della Toscana al N. 1244, presidente Associazione Nazionale CoMeTe, didatta e supervisore in terapia familiare, membro del Direttivo AITF, didatta mediatore AIMS, Socio Fondatore e membro del Direttivo A.Co.Ge.S. (Associazione Coordinazione Genitoriale Sistemica). Autore di pubblicazione in argomenti psicogiuridici, di mediazione familiare, di psicoterapia familiare, sul Divorzio e sull’adozione. Direttore di Scuola Comete, docente presso il Master in Mediazione Familiare Università di Verona e Processi psicologici per lo sviluppo infantile, Università IUL Firenze.

Quale tema tratta il suo libro?

L’esperienza del tradimento e del perdono nelle relazioni fondamentali

Perché questo libro?

Perché sono tematiche e fenomeni esistenziali comuni che però provocano ferite ampie e dolorose a volte non superabili e che incontriamo ampiamente nella pratica clinica con individui, coppie e famiglie

Quali sono i lettori di riferimento?

Psicologi, psichiatri, psicoterapeuti, operatori sociali, allievi in formazione, studenti facoltà psicosociali.

Quali sono i punti innovativi del volume?

L’approccio fenomenologico alla terapia sistemico-relazionale.

Il trattare questi temi non come malattie o eventi disgraziati ma porre l’accento su questi eventi paranormativi che accadono a tutti e si ritrovano nel ciclo di vita di tutti o quasi.
La riflessione sul tradimento come potenziale cambiamento e del perdono come occasione di perdonare se stessi

Come si pone il libro nel dibattito culturale sul tema?

Si pone come un ponte tra l’approccio filosofico e quello clinico.

Si pone come sviluppo di esperienze da proporre per l’elaborazione degli eventi.

Com’è nato il volume?

Dall’interesse per la terapia del Divorzio, oggetto di un mio precedente lavoro, e dal trovare queste tematiche nel lavoro clinico quotidiano, che spinge a dover trovare una modalità per affrontarli e aiutare le persone nel percorso di rielaborazione.

In un mondo distratto, in una società liquida… perché ancora un libro?

Perché il libro accompagna nella durata e non è mai un usa e getta.
Quando si tratta di riflettere ci vuole un po’ di tempo ed una strada da percorrere.

Quali sono stati i suoi autori di riferimento?

Sul piano filosofico Janklevitc e Derrida.
Sul piano clinico Hillman, Boszormeny Nagy, Jessica Benjamin.

Quali tecniche vengono utilizzate nel suo libro?

L’uso delle immagini.
La dedica sul libro poi donato.
Il lavoro sulla dedicazione.

Un brano significativo del volume

“Si tratta di qualcosa di più del sapere come funziona: comporta un sentire a sua volta l’eco di quel vissuto, una eco fatta di esperienze personali esistenziali ma anche di connessione con i vissuti di altri presenti al mondo quanto o più di noi, come le esperienze con l’arte, la letteratura o il contatto con gli altri nelle relazioni quotidiane di vita, di fatto con quei fenomeni che sono poi elementi dell’esistere.
Per queste riflessioni, ritengo che il potersi interrogare sul significato di alcuni temi esistenziali, attraversarli emotivamente (non necessariamente nella vita personale, ma nell’esperienza mentale e esistenziale si), e poterli poi incontrare nei pazienti e nelle loro storie, riconoscerli nei loro vissuti, vuol dire ampliare il concetto di rappresentazione mentale di sé e della relazione con l’altro, fino a comprendere anche la particolare affettività insita in quella rappresentazione, che seppure unica e individuale è pur sempre umana e conoscibile; come dare colore ad un costrutto o tonalità ad una musica.”

Altri spunti di interesse per il volume

Il tradimento come fase di passaggio e non come la fine.
Il Perdono come dono e come lavoro si se stessi per perdonarsi.
Riesco a perdonare l’altro nella misura in cui mi prendo cura di me.

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