Pallecchi, Ilaria – Braccini, Valeria – Malagoli, Andrea

Intervista a Ilaria Pallecchi, Valeria Braccini, Andrea Malagoli, I materiali superconduttori per le applicazioni su larga scala

Gli autori

Ilaria Pallecchi ha conseguito Laurea e Dottorato di Ricerca in Fisica presso l’Università di Genova ed è ricercatrice presso l’istituto SPIN (SuPerconducting and other INnovative materials and devices institute) del Consiglio Nazionale delle Ricerche. La sua attività di ricerca riguarda i meccanismi di trasporto elettronico, termoelettrico, termico e di spin nella materia.

Valeria Braccini ha conseguito Laurea e Dottorato di Ricerca in Fisica presso l’Università di Genova. È attualmente ricercatrice presso l’istituto SPIN del Consiglio Nazionale delle Ricerche e si occupa di fabbricazione e caratterizzazione di materiali superconduttori in particolare sotto forma di film sottili.

Andrea Malagoli ha conseguito la Laurea in Fisica e il Dottorato di Ricerca in Scienza dei Materiali presso l’Università di Genova. È attualmente primo tecnologo presso l’istituto SPIN del Consiglio Nazionale delle Ricerche e si occupa di superconduttività applicata e sviluppo di fili e nastri superconduttori.

Quale tema tratta il vostro libro?

Questo manuale vuole avvicinare il lettore al mondo della superconduttività, introducendo, a livello qualitativo, i meccanismi microscopici alla base della superconduttività, illustrando le principali applicazioni su larga scala, quali trasporto di potenza, magneti ad altissimo campo e magneti per la fusione nucleare e infine approfondendo gli aspetti legati ai diversi materiali superconduttori più utilizzati e più vantaggiosi nelle diverse applicazioni.

Perché questo libro?

Esistono innumerevoli libri sulla superconduttività, la maggior parte dei quali però di livello avanzato, destinati a lettori appartenenti al mondo della ricerca scientifica. Questo libro si pone l’obiettivo di trattare in modo accessibile ad un pubblico più vasto gli aspetti della superconduttività legati ai vari materiali superconduttori, molto diversi tra loro, ciascuno adatto a diverse applicazioni su larga scala.

Quali sono i lettori di riferimento?

Pensiamo questo libro come destinato a lettori di formazione culturale varia e non specifica sulla fisica della materia, tra cui studenti universitari di facoltà scientifiche, figure professionali che svolgano attività inerenti alla superconduttività, ma anche pubblico generalista interessato ad argomenti scientifici. Per una maggiore immediatezza abbiamo scelto di scrivere in lingua italiana.

Quali sono i punti innovativi del volume?

Come detto, il focus è sui diversi tipi di materiali superconduttori usati nelle diverse applicazioni su larga scala. Vi sono anche cenni ai materiali di recentissima scoperta che presentano superconduttività a temperature prossime alla temperatura ambiente, sebbene solo ad alte pressioni. Inoltre sono presentate le principali applicazioni su larga scala, sia quelle attuali che quelle in via di realizzazione. Quindi si è cercato di dare non solo un quadro della situazione attuale, ma anche una prospettiva futura sulla ricerca sulla superconduttività e sulle sue applicazioni.

Come si pone il libro nel dibattito culturale sul tema?

Il libro tratta aspetti scientifici e tecnologici, accennando anche ad aspetti di impatto socio-economico.

In un mondo distratto, in una società liquida… perché ancora un libro?

Probabilmente la fruizione della conoscenza attraverso il libro è ancora unica e insostituibile, per il suo carattere di approfondimento e di verificabilità delle fonti.

Un brano significativo del volume

Vorremmo citare non un particolare brano, bensì la menzione di alcune scoperte seminali della superconduttività, come l’esperimento svolto sul mercurio dall’olandese Heike Kamerlingh Onnes, che è valso il Premio Nobel per la fisica nel 1913, la spiegazione della superconduttività in termini microscopici da parte dei tre fisici statunitensi John Bardeen, Leon N. Cooper e J. Robert Schrieffer, che valse loro il Premio Nobel per la fisica nel 1973, i quanti di flusso magnetico teorizzati dal fisico russo Alexei Abrikosov nel 1952, premio Nobel per la fisica nel 2003, la scoperta dei superconduttori ad alta temperatura critica a base di ossido di rame da parte dei ricercatori dell’IBM di Zurigo Johannes Georg Bednorz e K. Alex Müller, che ricevettero il premio Nobel per la fisica nel 1987.

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