Biografia
Alessandro Giuseppe Luigi Antonio Cervellati, noto semplicemente come Alessandro Cervellati, nacque a Bertinoro di Romagna l’8 marzo 1892. Fu il terzo figlio di Francesco, geometra, impiegato del Catasto, e di Laura Bassanelli2.
Francesco Cervellati era riminese3, ma la residenza della sua famiglia era soggetta a frequenti cambiamenti, a causa del suo lavoro. Infatti, la famiglia si era stabilita a Bertinoro da un paio di anni, proveniente da Urbino, quando nacque Alessandro. Dopo pochi mesi, il padre, Francesco, fu trasferito a Bologna, dove si stabilì assieme a tutta la famiglia. L’adolescenza del giovane Alessandro non fu facile: aveva da poco iniziato il corso preparatorio al Reale Istituto di Belle Arti di Bologna quando, nel 1906, morì la madre, Laura Bassanelli.
Come lo stesso Alessandro Cervellati ebbe modo di ricordare4, soffrì la scomparsa della madre e la scarsa presenza del padre, spesso trasferito da un posto all’altro: aveva poca voglia di studiare, pur arrivando ad ottenere una licenza tecnica, e condusse vita “anarchica” da “scavezzacollo”. L’ulteriore trasferimento del padre a Bari complicò ulteriormente la vita di Alessandro, che si inserì in una compagnia di amici che egli stesso definì “teppaglia” e che chiamò la “Ghebia” (“gabbia” in lingua bolognese). Coltivò, in questo periodo, grande passione per la bicicletta, facendo anche numerose gare di cui sempre sognò la vittoria, senza mai raggiungerne una.
Due fatti importanti, uno legato all’altro, avvennero nel 1913: si iscrisse al corso speciale di Figura dell’Istituto di Belle Arti di Bologna e qui conobbe Gaetana, detta Tanina, Rossi Marmini, che divenne, undici anni più tardi, sua moglie.
Intorno al 1914 dipinse i suoi primi (e unici) due paesaggi ad olio, con la firma A.C., venduti per 10 lire5.
Nel 1915, con l’entrata in guerra dell’Italia, partì per il fronte. L’amore per la bicicletta gli fece chiedere l’arruolamento nei bersaglieri, ma finì invece in fanteria; e come fante partecipò a operazioni belliche nel Trentino (Monte Grappa) e nel Carso (Caporetto e Gorizia).
A guerra finita, finalmente, nel 1919 ottenne la licenza del corso triennale dell’Istituto di
Belle Arti. Nello stesso anno fondò il foglio futurista “La Ghebia, deflagratore della maschilità artistica”, di cui uscirono due soli numeri (16 luglio e 15 agosto). Il titolo del foglio futurista ripeteva il nome della
“teppaglia” di “scavezzacolli” con cui Alessandro Cervellati si riuniva abitualmente ai Giardini Margherita. Redattori furono lo stesso Alessandro Cervellati, con lo pesudonimo di Sandrino Ciurvelia, e Ferruccio Giacomelli (1897-1987)6. Oltre all’opera di redazione, Alessandro Cervellati contribuì con articoli satirici e illustrazioni xilografiche.
L’esperienza futurista fu poi ricordata a posteriori dall'autore con toni spesso fortemente polemici nel libro Bologna Futurista7.
Nell’autunno di quell’anno si trasferì a Parigi con Severo Pozzati (“Sepo”) per lavorare alla ditta “Maga”, specializzata in manifesti e ma- teriale pubblicitario.
Tornato a Bologna, nel 1920, ottenne l’abilitazione all’insegnamento di disegno per le scuole medie, cominciando a insegnare l’anno successivo. Nello stesso periodo conobbe altri artisti, tra cui Giovanni Romagnoli, Guglielmo Pizzirani, Cleto Tomba e Nino Bertocchi, con i quali strinse rapporti di amicizia.
Il 1924 segnò l’inizio di un periodo particolarmente importante. Sposò Tanina, da cui, l’anno successivo, ebbe l’unica figlia Laura (morta nel 2001). Cominciò la collaborazio- ne con il “Carlino Sera” come illustratore e caricaturista. La sua attività fu apprezzata e venne richiesta anche da altri periodici bolognesi. Nel dicembre di quell’anno espose, in una mostra tenuta assieme a Nino Bertocchi, sedici disegni al Cenacolo Francesco Francia. Illustrò il libro
Un turinèis a Bulàgna di Luigi Longhi, pubblicato poi da Azzoguidi nel 1925.
Sempre nel 1925, ottenne un premio ad una mostra d’arte di ex-combattenti ai Giardini Margherita e pubblicò sue opere nel quarto volume de Gli adornatori del libro in Italia di Cesare Ratta.
Nel 1929 partecipò alla I Mostra d’arte del Sindacato emiliano romagnolo e illustrò il libro All’insegna della frasca, di Augusto Morelli (edizioni Zanichelli). Nello stesso periodo iniziò a produrre illustrazioni per gli almanacchi annuali del Resto del Carlino.
La sua attività di illustratore per libri e periodici continuò nel 1926 con le illustrazioni per il libro di Mario Sandri Il lumino bianco sotto l’abete rosso (Cappelli).
Nel 1931 collaborò, assieme a Nino Corazza, Gianni Poggeschi, Giuseppe Marchiori, Giannino Marescalchi, Otello e Giorgio Vecchietti, alla rivista L’Orto.
Intanto, la sua attività di insegnamento si consolidò: nel 1933 ottenne l’incarico di disegno e calligrafia presso l’istituto Aldini-Valeriani di Bologna, presso il convitto “Albergati” a Porretta Terme e, l’anno successivo, iniziò a insegnare anche nelle scuole medie “Marcello Malpighi”.
In questo periodo la famiglia Cervellati abitava al numero 40 di via Rialto8.
Nel 1934 fu invitato alla Biennale di Venezia, dove espose disegni sul mondo dello spettacolo e del circo. Da allora in poi, su questo tema Alessandro Cervellati concentrò il proprio interesse con passione crescente. Varietà, uno dei disegni esposti, venne acquistato dalla Galleria d’arte moderna di Bologna, mentre un altro di quei disegni, Alla ribalta, fu acquistato dalla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma.
Il 1935 vide le sue opere ospitate anche in esposizioni all’estero: a Varsavia, a Cracovia, a Bucarest, a Sofia e infine a Bruxelles, in occasione dell’Esposizione Universale. Alla fine di quell’anno alcuni suoi quadri furono esposti alla Quadriennale romana (alla sua seconda edizione), con buon successo. Altri furono richiesti dal Circolo di cultura di Bologna.
Sempre nel 1935 fu pubblicato da Nicola Zanichelli il volume 60 disegni di Alessandro Cervellati, con prefazione di Nino Bertocchi, opera importante che richiamò l’attenzione dei critici su di lui. Tra questi, Mario Tinti, Cipriano Efisio Oppo, Marziano Bernardi, Gianni Poggeschi.
Il 1936 vide nuovamente la partecipazione di Alessandro Cervellati alla biennale di Venezia, dove riproposte e sviluppò ulteriormente il tema dello spettacolo di varietà e del circo.
Nel 1937 prestò la sua opera per la rivista Il Comune di Bologna, mentre continuava a collaborare con Il Resto del Carlino. La collaborazione con Il Comune di Bologna era destinata a durare a lungo, superando anche il periodo bellico, con i cambiamenti politici successivi.
In questi anni continuò a partecipare a diverse mostre, tra cui, nel 1938, la VI Mostra interprovinciale del sindacato belle arti emiliano-romagnolo, e, soprattutto, nel 1939, su invito, la Terza Quadriennale di Roma dove, ancora una volta, ripropose i temi circensi e dello spettacolo, ormai a lui cari. Nel dicembre di quell’anno partecipò alla Mostra nazionale degli illustratori del libro, organizzata al palazzo Lascaris di Torino dal locale Sodalizio Amici dell’Arte. Sempre di quegli anni sono le illustrazioni per i libri di Mario Sandri Soste sotto le torri e Colore di Bologna, vecchia e nuova.
Nel 1940 la sua collaborazione con Il Resto del Carlino ebbe una importante evoluzione: cominciò a scrivere articoli su costume e tradizioni di Bologna, corredandoli con i propri disegni. Va segnalato che, come appare da un documento del Comune di Bologna, a firma del podestà, non potè diventare insegnante di ruolo essendo «non iscritto al Partito Nazionale Fascista». Infatti, nel 1942 ottenne solamente una nomina in ruolo transitorio per l’insegnamento del disegno presso l’Istituto di avviamento professionale Aldini-Valeriani. Curiosamente, proprio in quell’anno, i suoi disegni furono molto apprezzati da Dino
Grandi9, che li aveva ammirati durante una mostra, al punto che Nino Bertocchi gli suggerì di regalargliene uno.
In quegli anni la guerra si faceva sentire pesantemente. Nel 1943 Alessandro Cervellati lasciò la sua abitazione di via de’ Ruini 3 per andare, sfollato, a Oliveto di Monteveglio (Bologna). Egli espresse grande tristezza per i disastri causati dalla guerra10. Nel 1944 alcune vicende legate alla Mostra del bianco e nero di Reggio Emilia lo indussero a dimettersi dal Sindacato Artisti Pittori e Scultori e a isolarsi sempre di più11. Finalmente la guerra finì, e nel 1945 Alessandro Cervellati potè tornare alla propria abitazione di via de’ Ruini, gravemente danneggiata dagli eventi bellici12. Riprese la propria attività scrivendo e illustrando due volumi: Le maschere e la loro storia (Edizioni Steb, Bologna) e Musichall (Cappelli, Bologna). Non considerando gli articoli scritti per Il Resto del Carlino, queste furono le prime due opere, di una lunga serie, di Alessandro Cervellati scrittore.
Illustrò, usando lo pseudonimo di Aldo Satala, i libri Somaropoli: storia di un ciuco e di tanti altri… (Poligrafici Il Resto Del Carlino, Bologna) di Ostilio Lucarini e Roberto di Roncaglia ovvero Pulcinella e il drago fetonte (Steb, Bologna) di Nino Bruschini.
Nel 1946 fu colpito dalla morte della moglie Tanina. Come egli stesso ebbe a dichiarare, «dopo la morte di Tanina accadde in me una singolare trasformazione: disegnavo sempre meno e cominciai a scrivere, a scrivere, a scrivere...». Gli rimase la figlia Laura (Laurina, come affettuosamente la chiamava lui) a cui restò sempre legato da amore paterno. Il 1946 fu anche l’anno in cui pubblicò il volume Storia del clown (casa editrice Marzocco, Firenze), illustrò il libro di Antonio Meluschi Guida sentimentale di Bologna (Cappelli, Bologna) e iniziò la collaborazione con il periodico Il Progresso d’Italia, destinata a durare fino al 1951.
Dal 1947 iniziò a collaborare con il quotidiano La Squilla, sia con scritti, sia con illustrazioni. Il 1950 fu anno decisamente importante, i cui eventi toccarono tutti gli aspetti dell’artista Alessandro Cervellati. Come scrittore e illustratore pubblicò i primi due volumi della collana Bologna al microscopio: 1. Usi, costumi, tradizioni e 2. Feste, spettacoli e divertimenti (edizioni Aldine, Bologna). Come pittore partecipò alla XXV Biennale di Venezia con il disegno a penna e acquerello Figure di Musichall. Come esperto appassionato dello spettacolo e delle arti circensi entrò nel gruppo di 21 studiosi di tutto il mondo Union des Historiens du Cirque, promossa dal francese Tristan Remy.
La competenza dimostrata nei suoi scritti sulle storie minori della città fu forse alla base, nel 1951, del suo ingresso nella Commissione di toponomastica comunale per la denominazione delle vie cittadine.
Il terzo volume di Bologna al microscopio fu pubblicato nel 1952 con il titolo di 3. Bassa galanteria bolognese (edizioni Aldine, Bologna), dedicato al tema della prostituzione.
Nel 1954 pubblicò l’importante volume Storia delle maschere (Poligrafici Il Resto del Carlino, Bologna) con 24 suoi disegni.
In questo periodo si impegnò per fare approdare il tema a lui caro delle maschere alla cinematografia. Nel 1955 contattò il produttore Guglielmo Colonna proponendo una realizzazione su questo tema. Nacque il soggetto cinematografico (inedito) Favole per adulti, carosello di maschere, che però non ebbe fortuna13.
Nel 1956 fu pubblicata la Storia del circo (poligrafici Il Resto del Carlino, Bologna), corredato da centinaia di disegni. Iniziò a collaborare con l’Enciclopedia dello spettacolo (direzione Silvio D’Amico, editore Sansoni, Firenze), curando le voci sul circo, sui burattini e sul cinema.
Nel 1957 fu pubblicato l’ultimo volume della collana Bologna al microscopio con il titolo 4. Curiosità delle cronache (Tamari, Bologna).
Il suo desiderio di fare conoscere al grande pubblico la storia delle arti circensi spinse Alessandro Cer- vellati a proporre alla RAI Radiotelevisione Italiana quattro trasmissioni televisive sulla storia del circo, ognuna di durata limitata (20/25 minuti) e ciascuna su un soggetto particolare14.
Nel 1959 viene pubblicato un suo scritto sui saltimbanchi dal titolo Gente delle fiere in “La piazza: spettacoli popolari italiani”, collana “Il gallo grande”, curata da Roberto Leydi, edizioni Avanti, Milano. alcune lettere e una ricevuta per il deposito per cinque anni del soggetto cinematografico Favole per adulti (carosello di maschere) (Fondo Speciale Alessandro Cervellati, 50/24).
Nel 1960 pubblicò Bologna la grassa (edizioni Istituto Aldini-Valeriani, Bologna) in cui investigò un ulteriore aspetto delle tradizioni bolognesi: la gastronomia.
L’anno successivo pubblicò Questa sera grande spettacolo - Storia del circo italiano (edizioni dell’Avanti!), nell’ambito della collana Mondo Popolare, diretta da Roberto Leydi.
Sempre nel 1961 illustrò diversi testi: I miei monolghi di Carlo
Musi (Tamari, Bologna, con prefazione di Angiolino Boriani), Così dicevano: umorismo e buonsenso nei detti bolognesi, di Mario Bianconi (Tamari, Bologna), Fatti e vicende dello studio bolognese di Athos Vianelli (Tamari, Bolgogna) e Il 1859-1860 a Bologna, di vari autori con presentazione di Gabriele Malaguti (Calderini, Bologna).
Ancora nel 1961 venne pubblicato il suo libro Bologna a tavola (edizioni dell’Ente Provinciale per il Turismo, Bologna).
Alessandro Cervellati condivise la sua passione per le arti circensi e per il mondo dello spettacolo con diversi amici, con i quali nel 1962 costituì il sodalizio Il circo della arti: vi facevano parte, oltre al Cervellati stesso, Alberto Menarini, Athos Vianelli, Gino Marzocchi e Ugo Guidi. Con l’aiuto di Alberto Menarini curò, nel dicembre di quell’anno, la mostra Il circo e il music-hall al Museo Civico di Bologna, che vide anche la pubblicazione di un volume con lo stesso titolo (Tamari, Bologna). La mostra ospitò 70 suoi disegni a penna acquarellata dedicati al circo e fu corredata da parte delle raccolte storico-documentarie (libri, ritagli di giornali, manifesti, fotografie, opuscoli…) sue e di Alberto Menarini. Nello stesso anno divenne socio dell’Associazione per le Arti “Francesco Francia” di Bologna15.
Lo stesso tema fu nuovamente proposto per la mostra Omaggio al circo, tenuta nel 1963 presso la sala comunale d’arte di Trieste.
In questo periodo incominciò ad abbozzare una importante opera sugli spettacoli e sui teatri bolognesi. Raccolse materiale, preparò schizzi e disegni e cominciò a scrivere testi. Quest’opera, purtroppo, non fu però portata a termine16.
Sempre nel 1963, con l’editore Tamari, venne iniziata la pubblicazione della nuova raccolta Piccole storie bolognesi, il cui titolo rende esplicito l’interesse dell’autore per la storia minore della città. Si tratta in parte della riproposizione dei temi (ampliati e aggiornati) già trattati nella collana Bologna al microscopio (1950-1957) e in Bologna la grassa (1960). I volumi pubblicati quell’anno furono 1. Bologna popolare, 2. Bologna divertita,
3. Bologna galante, 4. Bologna la grassa e 5. Bologna frivola. La raccolta proseguì nel 1964 con la pubblicazione di 6. Bologna nera.
Nel 1964 curò, insieme ad Alberto Menarini, la rassegna Il burattino a Bologna, con il patrocinio del Museo d’arte industriale “Davia-Bargellini” e dell’Ente Provinciale per il Turismo presso il Museo Civico di Bologna. La mostra, aperta il 29 marzo, ebbe enorme successo di pubblico e di critica. L’esposizione, aperta al pubblico per ventitré giorni, comprese opere in terracotta di Cleto Tomba raffiguranti Fagiolino, Corallina e il Dottor Balanzone.
I burattini bolognesi furono oggetto di un libro scritto e illustrato da Alessandro Cervellati dal titolo Storia dei burattini e burattinai bolognesi (Fagiolino & C.) (Cappelli, Bologna).
Il suo impegno per il mondo circense trovò riscontro in quello stesso anno con l’invito ricevuto dagli organizzatori a far parte della giuria per l’assegnazione del premio annuale “Grock” destinato ai clown e, l’anno successivo, nel 1965, con il suo inserimento nella commissione per l’assegnazione del “premio Rastelli”, destinato ai giocolieri.
Con atto notarile del 24 ottobre 1965 nacque la Confraternita del tortellino, in cui Alessandro Cervellati assunse la carica di cappellano. Gran prevosto della confraternita era Giovanni Poggi. L’associazione, ancora esistente, “ha come scopo principale di offrire agli esponenti dello studio, dell’arte e del lavoro la possibilità di stabilire contatti reciproci, intesi a rivalutare e promuovere il prestigio della cultura cittadina e in particolare a ravvivare l’interesse per la cucina Bolognese, diffondendo e difendendo le più autentiche ricette gastronomiche in particolare quella del Tortellino in brodo, che viene assurto a simbolo della Bolognesità17”.
Nel 1966, quindi, Alessandro Cervellati scrisse e illustrò Umbilichi sacri - storia aneddotica del tortellino nella sua Bologna (Sezioni Arti Grafiche dell’Istituto Aldini-Valeriani, Bologna), Bologna a tavola (Tamari, Bologna) e Donne e poeti all’Arena del Sole (Tamari, Bologna).
Il tema del tortellino venne ripreso l’anno successivo con il libro All’erta umbilichi sacri! (Sezioni Arti Grafiche dell’Istituto Aldini-Valeriani, Bologna). Sul fronte dei burattini, nel marzo 1967 collaborò – con Alberto Menarini, Franco Cristofori e Giordano Mazzavillani – alla mostra Burattini e marionette italiani, curata da Maria Signorelli.
Ancora, nello stesso anno, pubblicò Bianca e verde la Certosa (Bologna, Tamari) e illustrò il libro di Eva Veronese Ghibellini Ricordi di una vecchia libraia (Bologna, Tamari).
Nel 1968 partecipò come esperto e come espositore alla mostra Il circo - Iconografia cimeli e documenti tenuta al Museo Teatrale alla Scala di Milano tra marzo e aprile, e pubblicò Oplà lo spogliarello (Tamari, Bologna). Alla fine dello stesso anno fu pubblicato il libro Nasìca (Augusto Maiani) e la sua Bologna con sue illustrazioni, in occasione dell’ormai prossimo decennale della morte di Augusto Majani
(Nasìca)18.
Finalmente, nel 1969, il suo impegno per l’arte circense e per i burattini venne premiato: una iniziativa patrocinata dall’Accademia Clementina e dall’Ente Nazionale Circhi lo riconobbe come storiografo e pittore del circo e dei burattini bolognesi.
Nel 1969 viene pubblicata una nuova edizione di Bologna a Tavola (Tamari, Bologna), scritta, questa volta, assieme a Giovanni Poggi, il Gran prevosto dell’Accademia del tortellino.
Nel 1970 fu pubblicato l’ultimo volume della sua collana Piccole storie bolognesi con il titolo 7. Bologna aneddottica (Tamari, Bologna).
L’11 novembre del 1970 scrisse all’amico Giovanni Poggi per dare le dimissioni da cappellano della Confraternita del tortellino, motivando la decisione con l’avanzata età e il fatto che vi aveva fatto volentieri parte non per gli aspetti gastronomici, ma per il bene che se ne poteva portare a Bologna19.
Nel 1971 la Galleria delle Moline inaugurò la propria attività con una mostra personale di Alessandro Cervellati20.
Nel 1972 il suo ottantesimo compleanno fu festeggiato calorosamente con omaggi da parte del Comune di Bologna, dagli amici del Circolo delle arti e da numerosi giornali italiani, tra cui, naturalmente, le riviste specializzate sul circo. Con Giovanni Poggi scrisse Storia della mortadella (Bologna, Sezione arti grafiche dell’Istituto Aldini-Valeriani).
Nel 1973 venne nominato presidente onorario a vita del club Amici del Circo (C.A.D.E.C.).
Iniziò la collaborazione con la Grande Enciclopedia GE-20 edita dall’Istituto Geografico De Agostini di Novara, per le voci sul circo.
Il 1973 è anche l’anno in cui pubblicò, a proprie spese, il suo ultimo libro: Bologna futurista, in cui condensò, spesso con toni fortemente polemici, ricordi, esperienze e interpretazioni personali.
Il 1974 si era aperto con una prospettiva che suscitava grande interesse da parte di Alessandro Cervellati: il Festival International du Cirque di Montecarlo, voluto dal principe Ranieri. Riteneva di avere diritto a fare parte della giuria, visti i tanti riconoscimenti ricevuti da tutto il mondo. Si rammaricò molto di esserne stato escluso. Avrebbe voluto ringraziare di persona il principe Ranieri per l’iniziativa. Egidio Palmiri (presidente e fondatore dell’Ente Nazionale Circhi) si affrettò a scrivergli in data 17 novembre 1974, giustificando l’esclusione con il fatto che il regolamento prevedeva che dovessero essere esclusi artisti e critici, ma si impegnava a fare rivedere la decisione, perché Alessandro Cervellati era scrittore, e non critico, e, qualora non fosse stato possibile altrimenti, a farlo intervenire come ospite d’onore. Dalla lettera di Egidio Palmieri traspare l’enorme rispetto, considerazione e affetto nei confronti di Alessandro Cervellati21.
La prima edizione del Festival International du Cirque era in programma dal 26 al 30 dicembre 1974.
Alessandro Cervellati, Sandrino, per gli amici, morì il 29 dicembre di quell’anno.
Note
1 La fonte principale per queste note è costituita dall’Itinerario biografico scritto da Marilena Pasquali e pubblicato in Alessandro Cervellati: mostra antologica organizzata con il patrocinio dell’Assessorato alla cultura del Comune di Bologna, a cura di Franco Solmi, Bologna, Museo civico 16 dicembre-21 gennaio 1979. Le altre fonti sono citate nelle note a piè di pagina.
2 Il primo figlio della coppia fu Mario, nato a Urbino nel 1888, seguito da Maria, nata a Bertinoro nel 1890 (www.antenati.it).
3 Francesco nacque a Rimini il 2 luglio 1853, come risulta dal Quadro organico e ruolo di anzianità del personale aggiunto dell’amministrazione esterna del catasto e dei servizi tecnici situazione al 31 gennaio 1912 del Ministero delle Finanze. Il nonno di Alessandro, di nome Giovanni, fu importante ingegnere del Comune di Rimini, come risulta da La nuova guida del forestiere nella città di Rimini del Comm. Luigi Tonini, con aggiunta di documenti ad illustrazione del Tempio Malatestiano, Rimini, 1879.
4 Intervista di Giorgio Ruggeri in occasione del suo 80° compleanno (Resto del Carlino, terza pagina del numero del 15 marzo 1972).
5 Biblioteca dell’Archiginnasio: Fondo Speciale Alessandro Cervellati collocazione 49/23.
6 La rivista futurista “Laghebia” in https://www.bibliotecasalaborsa.it/bolognaonline/cronologiadibologna/1919/la_rivista_futurista_laghebia_e_umberto_notari
7 Bologna, a cura dell’autore, 1973.
8 Questo è l’indirizzo riportato nell’Indicatore della Provincia di Bologna dal 1933 al 1939.
9 Fondo Speciale Alessandro Cervellati, 48/16.
10 Fondo Speciale Alessandro Cervellati, 49/22.
11 Fondo Speciale Alessandro Cervellati, 50/23.
12 Fondo Speciale Alessandro Cervellati, 50/10.
13 Del rapporto tra Guglielmo Colonna e Alessandro Cervellati sono rimaste
14 Dal Fondo Speciale Alessandro Cervellati, 50/3:
15 Origine del circo. Circhi stabili parigini e circhi mobili tedeschi. Storia di cavallerizzi/e
16 Storia del salto mortale nei vari ambiti. Contorsionisti, giocolieri, equilibristi, icariani, volanti.
17 Clown e donatori. Scuole di addestramento.
18 Prodigi della natura (donne barbuti, nani, fratelli siamesi) e attrazioni mortali (cerchio della morte, uomini cannone, …).
19 Fondo Speciale Alessandro Cervellati, 48/8.
20 Di essa rimangono i disegni, testi dattiloscritti, appunti e una prova di stampa. Il titolo dell’opera doveva essere Gli spettacoli a Bologna.
21 www.confraternitadeltortellino.it/chisiamo/
22 Deceduto l’8 gennaio 1959.
23 Fondo Speciale Alessandro Cervellati, 50/52.
24 Fondo Speciale Alessandro Cervellati, 49/13.
25 Fondo Speciale Alessandro Cervellati, 48/56.
Opere di Alessandro Cervellati
- 1935 – 60 disegni di Alessandro Cervellati; prefazione di Nino Bertocchi, Bologna, Zanichelli, Cervellati artista.
- 1945 – Le maschere e la loro storia, Firenze, R. Franceschini, Bologna, Società Tipografica Editrice Bolognese, Maschere.
- 1946 – Storia del clown, Firenze, Marzocco, Arti circensi.
- 1950 – 1. Usi, costumi, tradizioni, Bologna, Edizioni Aldine, in «Bologna al microscopio», Usi e costumi.
- 1950 – 2. Feste, spettacoli, divertimenti, Bologna, Edizioni Aldine, in «Bologna al microscopio», Usi e costumi.
- 1951 – Vita e miracoli della cucina bolognese, Bologna, Ente provinciale per il turismo, Gastronomia.
- 1952 – 3. Bassa galanteria bolognese, Bologna, Edizioni Aldine, in «Bologna al microscopio», Usi e costumi.
- 1954 – Storia delle maschere, Bologna, Poligrafici il Resto del Carlino, Maschere.
- 1954 – 2 giugno 1954. Un meritato riconoscimento a un cuore generoso: Ristorante Diana, Bologna, 15 settembre 1954, Bologna, Gastronomia.
- 1956 – Storia del circo: con illustrazioni e disegni dell’autore, Bologna, Poligrafici il Resto del Carlino. Soggetto: maschere, Arti circensi.
- 1957 – 4. Curiosita delle cronache, Bologna, Tamari, in «Bologna al microscopio», Usi e costumi.
- 1960 – Bologna la grassa, Bologna, Sezione arti grafiche Aldini-Valeriani, Gastronomia.
- 1961 – 4. Questa sera grande spettacolo: storia del circo italiano, Milano, Avanti!, in «Mondo popolare», Circhi equestri.
- 1961 – Bologna a tavola, Bologna, Ediz. Ufficio propaganda Ente provinciale turismo, Gastronomia.
- 1962 – Il circo e il music-hall, catalogo della Mostra patrocinata dal comune di Bologna : Museo civico, 22 dicembre 1962-22 gennaio 1963, Bologna, Tamari, Arti circensi.
- 1963 – 1. Bologna popolare, Bologna, Tamari, in «Piccole storie bolognesi», Usi e costumi.
- 1964 – 2. Bologna divertita, Bologna, Tamari, in «Piccole storie bolognesi», Teatri e spettacoli..
- 1963 – 3. Bologna galante, Bologna, Tamari, in «Piccole storie bolognesi», Usi e costumi.
- 1963 – 4. Bologna grassa, Bologna, Tamari, in «Piccole storie bolognesi», Gastronomia.
- 1963 – 5. Bologna frivola, Bologna, Tamari, in «Piccole storie bolognesi», Usi e costumi.
- 1964 – Storia dei burattini e burattinai bolognesi: (Fagiolino & C.), Bologna, Cappelli, Burattini.
- 1964 – 6. Bologna nera, Bologna, Tamari, in «Piccole storie bolognesi», Crimininalità bolognese.
- 1966 – Donne e poeti all’Arena del Sole: Byron/Teresa Guiccioli, Carducci/ Annie Vivanti, Panzini/Mimi Scazzieri, Bologna, Tamari, in «Saggi di costume bolognese», Biografie letterati storici.
- 1966 – Umbilichi sacri: storia aneddotica del tortellino nella sua Bologna, Bologna, Sezione arti grafiche Aldini-Valeriani, Gastronomia.
- 1967 – Certosa bianca e verde: echi e aneddoti, Bologna, Tamari, Cimitero della Certosa.
- 1967 – All’erta umbilichi sacri!, Bologna, Sezione arti grafiche Aldini-Valeriani, Gastronomia.
- 1968 – Oplà! lo spogliarello: storia e vicende, Bologna, Tamari, Spogliarello. Music-Hall.
- 1969 – (scritto assieme a Giovanni Poggi) Bologna a tavola: ieri e oggi, Bologna, Sezione arti grafiche Aldini-Valeriani, Gastronomia.
- 1970 – 7. Bologna aneddotica, Bologna, Tamari, in «Piccole storie bolognesi», Vita sociale.
- 1970 – (con un’appendice dialettale di Alberto Menarini) Storia breve della gastronomia bolognese, Bologna, senza data e senza dati tipografici, Gastronomia.
- 1971 – Dotta Confraternita del Tortellino: lista delle vivande: Alessandro Cervellati al caro amico Giovanni Poggi gran prevosto della Dotta Confraternita del Tortellino, senza data, Bologna, Tamari, Gastronomia.
- 1972 – Donne, cavalli e sportman semi equester Circus, Bologna, Estratto da “La Mercanzia Luglio-Agosto 1972”, Arti circensi.
- 1972 – (scritto assieme a Giovanni Poggi) Storia della mortadella, ovvero il suino a Bologna, Bologna, Sezione arti grafiche Aldini-Valeriani, Gastronomia.
- 1973 – Bologna futurista, Bologna, a cura dell’autore, Futurismo. 1974 Storia dei burattini e burattinai bolognesi: (Fagiolino & C.) 2a edizione, Bologna, Cappelli, Burattini
- 1974 – (scritto assieme a Guglielmo Zucconi) Illustratori di ieri e di oggi per i piccoli, senza data, senza luogo e senza dati tipografici, Illustratori
Opere illustrate da Alessandro Cervellati
- 1925 – Luigi Longhi, Un turineis a Bulagna: poemetto in dialetto bolognese, Bologna, Azzoguidi.
- 1926 – Ostilio Lucarini, Somaropoli: la storia di un ciuco e di tanti altri..., Bologna, Apollo.
- 1926 – Mario Sandri, Il lumino bianco sotto l’abete rosso, Bologna, Cappelli.
- 1927 – Emilia Salvioni, Oreste Grantesta: burattinaio, Roma, Cardinal Ferrari.
- 1929 – Augusto Morelli, All’insegna della Frasca: Bacco e Venere per le rime, Bologna, Zanichelli.
- 1930 – Mino Doletti (prefazione di Sto), Il giro del mondo: (Storie per i ragazzi), Bologna, Cappelli.
- 1931 – Alfredo Panzini, Canzone del primo dell’anno, Milano, senza dati tipografici.
- 1933 – Rina Maria Pierazzi, Gli amici di fata Stella, Bologna/Rocca San Casciano, Cappelli
- 1936 – Piero Pedrazza, L’eden dei ras fuggenti... : 80 bombe a mano contro gli anglo-societari, Bologna, Cappelli
- 1938 – Mario Sandri, Colore di Bologna vecchia e nuova, Bologna, N. Testa.
- 1939 – Mario Sandri, Soste sotto le torri, Bologna, N. Testa.
- 1942 – Raimondo Manzini, Dialoghi col mondo, Milano, Istituto di propaganda libraria.
- 1943 – Ostilio Lucarini, L’albero delle formiche, Bologna, Cappelli. 1945 Nino Bruschini, Roberto di Roncaglia ovvero Pulcinella e il drago fetonte: Fiaba in tre atti e quattro quadri, Bologna, So- cietà Tipografica Editrice Bolognese.
- 1945 – Ostilio Lucarini, Somaropoli : Storia di un ciuco e di tanti altri..., seconda edizione, Bologna, Poligrafici Il Resto Del Carlino.
- 1945 – Mario Bonetti, 5 sorelline trovate nel bosco, Bologna, Società Tipografica Editrice Bolognese.
- 1945 – Giovanni Falzone Fontanelli, All’insegna del grillo e compagni, Bologna, Società Tipografica Editrice Bolognese.
- 1946 – Alfredo Plata, Primalba: libro per la prima classe, senza luogo, Edizioni scolastiche Mondadori.
- 1946 – Antonio Meluschi, Guida sentimentale di Bologna, Bologna, Cappelli.
- 1946 – Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio: storia di un burattino, Bologna, Società Tipografica Editrice Bolognese.
- 1947 – Maria Gottarelli Bonuzzi, Gli animali ci parlano: racconti e fiabe per fanciulli, Bologna, Editoriale scolastica.
- 1947 – A cura di Enzo Biagi e Dario Zanelli, Belle favole di tutti i tempi, Bologna, Cappelli.
- 1949 – Ostilio Lucarini, Somaropoli : Storia di un ciuco e di tanti altri., Roma, Mediterranea.
- 1949 – Walter Maestri, Fate, nani, streghe: favole e leggende delle Alpi, Bologna, Edizioni Aldine.
- 1950 – Piccola guida di Bologna, Bologna, Ente provinciale per il turismo. 1950 Ostilio Lucarini, Somaropoli : Storia di un ciuco e di tanti altri., Roma, Ed. Mediterranea
- 1951 – Piccola guida di Bologna, Bologna, Ente provinciale per il turismo. 1957 Giusppe Carlo Rossi, La mercanzia: Illustrazione storica ed artistica del palazzo della Camera di commercio, industria ed agricoltura di Bologna, Bologna, Tamari.
- 1959 – Gente delle fiere in Gente delle fiere in La piazza: spettacoli popolari italiani, collana Il gallo grande, curata da Roberto Leydi, Milano, Avanti.
- 1961 – Carlo Musi, I miei monolghi con prefazione di Angiolino Boriani, Bologna, Tamari.
- 1961 – Athos Vianelli, Fatti e vicende dello studio bolognese, Bologna, Tamari.
- 1961 – Mario Bianconi, Cosi dicevano: umorismo e buonsenso nei detti bolognesi, Bologna, Tamari.
- 1961 – Autori vari con prefazione di Gabriele Malaguti, Il 1859-1860 a Bologna, Bologna, Calderini.
- 1961 – Adelmo Paioli, Dalla foglia al frack; versacci di Adelmo Paioli, Bologna, Industrie Grafiche Delaiti.
- 1965 – Rosa Bertozzi, Incontrarsi con la felicita: un mazzo di racconti di Rosabert, Bologna, Tamari.
- 1965 – Mario Bianconi, Storia meravigliosa di Cesarina o meglio Zisareina / rime bolognesi di M. Bianconi, Bologna, Dotta confraternita del tortellino bolognese.
- 1966 – Augusto Morelli, Ore gioconde: incontri bolognesi, Bologna, Tamari.
- 1967 – Eva Veronese Ghibellini, Ricordi di una vecchia libraia, Bologna, Tamari.
- 1968 – Mario Bianconi (e altri), Nasìca (Augusto Majani) e la sua Bologna, Bologna, Tamari.
- 1972 – Athos Vianelli, Note sul folklore della festa di S. Giovanni Battista, Bologna, Tamari.
- 1973 – Enrico Bassano, Darix tra le belve, Genova, La Stampa.
- 1975 – Enrico Bassano, Una donna un circo: Rosina Casartelli, Genova, La Stampa.
Bologna popolare
Bologna divertita
Bologna (la) grassa
Certosa bianca e verde
Il tortellino di Bologna
Storia del circo
Storia delle Maschere




