Antichi teatri di Bologna

Antichi teatri di Bologna

Un viaggio unico attraverso i palcoscenici di Bologna, dai fasti del Rinascimento alla vitalità culturale del Novecento. Il volume racconta l’evoluzione del teatro nella città felsinea, dal Teatro della Sala al Teatro Apollo, passando per spazi scomparsi e leggendari come il Teatro Malvezzi e il Politeama Felsineo. Un percorso affascinante in cui si intrecciano storie di spettacoli, architettura e società nei teatri come luoghi di incontro e trasforma- zione culturale. Un’opera arricchita dal Dizionario dei compositori e degli autori teatrali, curato da Andrea Parisini, che offre una prospettiva completa sulle personalità artistiche che hanno reso grande la scena bolognese.

Per chi ama la storia, l’arte e il teatro, Antichi teatri di Bologna non è solo un libro, ma un invito a riscoprire il passato, percorrendo le strade di una città che continua a pulsare al ritmo della cultura.

Un’opera indispensabile per gli amanti del teatro e della storia urbana.

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Andrea Parisini, è docente di Storia della musica nel Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna. Dopo il diploma in Pianoforte e la laurea in Dams, ha collaborato per vari anni con l’archivio dell’Accademia Filarmonica e ha partecipato in veste di relatore a convegni e congressi musicologici. Ha scritto svariati saggi per teatri (Comunale di Modena, Municipale di Reggio Emilia, Filarmonico di Verona, Opera di Roma, Comunale e Auditorium Manzoni di Bologna) e per riviste specializzate (Rivista Italiana di Musicologia, Musica/Realtà, Quadrivium, La Cartellina, L’Archiginnasio) e i suoi ambiti di ricerca si sono rivolti al teatro musicale e alla musica per pianoforte, alla storiografia e all’estetica musicale italiana fra Otto e Novecento.

 

La musica in una via

Questo nuovo libro è un invito a proseguire nelle proposte di trekking urbano all’interno di Bologna, alla ricerca delle storie della musica della nostra città.
Questa volta percorreremo una antica via del centro della città, e racconteremo le storie musicali nascoste dietro ai portoni di chiese e palazzi. Storie “nascoste” perché anche in questo caso dovremo spesso disseppellire l’antico cercandolo nel moderno, che spesso purtroppo ha coperto non solo gli antichi edifici, ma anche la loro storia. Stiamo parlando di Strada Maggiore, dalle Due Torri fino a porta Mazzini, lungo la quale cammineremo, all’andata sul lato destro e al ritorno sul lato sinistro, in una passeggiata lunga circa due chilometri e mezzo.
Scopriremo così che la nostra Strada Maggiore è davvero uno straordinario condensato della storia sociale e musicale della nostra città.


€ 18.00 • colori • p.86


Musica in cappella a Bologna

Attraverso una città si possono costruire molti itinerari differenti, a seconda del capitolo che decidiamo di sfogliare nel grande libro della sua storia. Dopo i Teatri perduti, ora è la volta di esplorare le strade del centro storico di Bologna alla ricerca delle antiche Cappelle Musicali presenti da secoli (e alcune ancora oggi esistenti ed attive) situate nelle chiese e nelle basiliche più importanti.Quello che avete in mano, infatti, non è un libro sulla storia della musica sacra bolognese, ma una proposta curiosa, per leggere in modo differente luoghi e monumenti nella nostra città davanti ai quali spesso passiamo senza fare caso e nei quali, quando entriamo, ci limitiamo a vedere il presente senza pensare al passato e, soprattutto, senza sentirne i suoni meravigliosi.


Quattro passi nei salotti di cultura nella Bologna del primo Ottocento

È un mondo culturale ricchissimo, quello della Bologna tra la fine del secolo XVIII e la prima metà del secolo successivo: a fianco dell’Università più antica del mondo troviamo un giovanissimo Liceo Musicale e una recentissima Accademia di Belle Arti. Ma poi la città è ricca di teatri per l’opera e per la prosa e di Accademie private, e vi si stampano giornali e periodici, specializzati e non, che presentano e recensiscono gli avvenimenti artistici e musicali. Infine, o innanzitutto, questo contesto così ricco sul piano culturale gode anche della fitta presenza di luoghi che a noi oggi possono sembrare collaterali, ma che erano allora importantissimi per la conoscenza e la diffusione della cultura in città: i salotti.Parleremo del ruolo dei salotti a Bologna dalla fine del Settecento a metà dell’Ottocento: apriremo le porte di questi ambienti tra l’epoca giacobina (fine ’700) e gli anni del Risorgimento compresi tra i moti del ’20 e la prima guerra d’Indipendenza. E ci fermeremo qui, perché nella Bologna del secondo Ottocento e in quella post-unitaria le prospettive culturali e sociali cambieranno completamente.


[author] [author_image timthumb='on']https://www.inriga.it/wp-content/uploads/2019/12/Maria-Chiara-Mazzi.png[/author_image] [author_info]Maria Chiara Mazzi Diplomata in pianoforte e clavicembalo presso il Conservatorio di Bologna, laureata in Lettere Moderne a indirizzo storico e in Discipline della Musica presso l’Università di Bologna, cura per Bologna Festival i Progetti di Note sul Registro. Collabora con Musica Insieme di Bologna e col Teatro Pavarotti di Modena. Insegna Storia della musica al Conservatorio Rossini di Pesaro, ha pubblicato saggi storico-musicali e articoli per riviste specialistiche e divulgative.[/author_info] [/author]


Bologna nelle storie della musica

A guardare la storia musicale della città di Bologna dal Cinquecento in poi, ci accorgiamo che forse il momento più splendido è quello del grande barocco, tra la seconda metà del Seicento e il primo Settecento. È quello il momento in cui vengono fondate grandi istituzioni, alcune ancora vivissime ancora oggi come l’Accademia Filarmonica; è quello il momento in cui il magnifico apparato della religiosità controriformistica trova nelle basiliche della seconda città dello stato pontificio la massima espressione; è quello il momento nel quale iniziano la loro attività i teatri per l’opera. Successivamente, nella seconda metà del secolo, la città sembra invece quasi ritirarsi su se stessa, in attesa di un Ottocento che cambierà e in quale modo allargherà persino i luoghi di incontro e le occasioni per la musica. Tuttavia, in quella ‘quiete sotto la cenere’, brilla un faro che consente a Bologna di rimanere un polo d’attrazione per tutta l’Europa musicale. Questo faro si chiama Giovanni Battista Martini. È nel nome di questo musicista sapiente che compiremo il nostro viaggio dentro al Museo della Musica di Bologna.  IN APPENDICE: LA MUSICA IN BOLOGNA. DISCORSO DI GAETANO GASPARI [1858].