Descrizione
Con modestia, grande competenza e una impareggiabile voglia di scoprire i grandi segreti del nulla sconfinato che riempie questo angolo di deserto, Romano Serra ha seguito una via personale, animata da una curiosità inesauribile e da idee meravigliosamente eterodosse, capaci di stimolare la conoscenza proprio perché non si arrestano davanti a ciò che è già noto.
Nei tanti racconti raccolti in questo libro, confluiscono le esperienze maturate nel corso di dodici spedizioni, dodici viaggi, dodici vite vissute nel Great Sand Sea e nel deserto del Sud-Ovest egiziano assieme a tanti amici e colleghi: viaggi separati dagli anni, dalle piste e dagli incontri, ma uniti nella memoria da un filo sottile che, in questo caso, sembra ricavato dal lino migliore dell’Antico Egitto.
Quel filo lega luoghi, persone, osservazioni e scoperte, accosta la precisione dell’esperienza sul terreno alla libertà dell’ipotesi, la storia degli esploratori ai fenomeni del cielo, la pazienza necessaria per riconoscere un’antica pista all’audacia di interrogare un vetro, una roccia o una forma circolare. Nei ricordi di Romano il deserto non è uno sfondo, ma il protagonista silenzioso di ogni vicenda: muta le distanze, altera la percezione del tempo, mette alla prova le certezze e costringe chi lo attraversa a distinguere ciò che vede da ciò che spera di vedere. Persino i suoi miraggi, le notti stellate, i bolidi, i fulmini e le tempeste di vento non sono semplici fenomeni naturali, ma parti di un linguaggio che è necessario imparare ad ascoltare.
(dalla prefazione di Marco Morelli)
Questo libro nasce dunque da un’esperienza ripetuta e mai uguale, dalla convinzione che esplorare significhi osservare, ricordare e collegare. Non offre soltanto il racconto di una regione remota, ma invita a entrare in un paesaggio nel quale ogni pietra può appartenere alla Terra o al cielo, ogni sentiero può essere stato percorso migliaia di anni fa e ogni silenzio può contenere una storia. Le pagine di questo libro ci conducono dentro quel silenzio, sulle tracce di mondi scomparsi e di domande ancora aperte, ricordandoci che il deserto, che sembra vuoto, è in realtà memoria, una memoria sconfinata, scritta dal vento, dagli uomini e dalle stelle.
Con prefazione di Marco Morelli. Con un contributo di Roberto Chiarvetto.
















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